Terme romane di Teate Marrucinorum

via delle Terme romane - Chieti (Chieti)


9/25/2016


Info

Il complesso termale 
Si compone dell’edificio delle terme e di quello delle cisterne e si trova ad un livello più basso rispetto alla città romana di Teate Marrucinorum, nel versante che guarda la Maiella, lungo una fascia ricca di acque. 
L’impianto termale, costruito intorno al I sec. d.C. e abbandonato intorno al IV sec.d.C., subì nella parte orientale un crollo considerevole a causa dello scivolamento delle coltri colluviali dei fianchi della collina. 
L’accesso antico doveva essere analogo all’attuale: tramite una scalinata si entra nel corridoio mosaicato a crocette nere su fondo bianco (vestibulum), da cui è possibile, attraverso un locale di disimpegno, accedere all’area di produzione del calore (praefurnium). Dal vestibulum passando tra due colonne si accede alla sala rettangolare, probabile spogliatoio (apodyterium), con pavimento a mosaico geometrico di quadrati neri su fondo bianco e pseudo-emblema centrale a motivi marini. Sul lato sud ovest un ambiente rivestito da marmi costituisce il disimpegno per tre sale, un tepidarium e due calidaria, riscaldati con il sistema dell’ipocausto (hypocaustum), che consentiva all’aria calda di circolare liberamente tra i pilastrini (pilae) poggianti su un sottofondo di tegoloni a sorreggere il pavimento sospeso (suspensura) in antico rivestito da lastre di marmo; tracce delle stesse sono visibili sulle pareti, rese calde grazie all’uso di mattoni forati in terracotta (tubuli). Nell’ultima sala del calidarium si trovano le due vasche per abluzioni: una rettangolare, e l’altra semicircolare. L’aula ottagonale che concludeva il percorso, adibita a stanza per i bagni freddi (frigidarium), è stata parzialmente distrutta dalla frana che ha interessato anche il resto dell’edificio, dove potevano esserci la sezione femminile o spazi per attività sportive. 

Il Complesso delle Cisterne
Si trova ad una quota superiore rispetto a quello termale e si articola in nove camere absidate; coperto da un terrazzo pavimentato in mattoni disposti a spina di pesce (opus spicatum) dove si aprono alcuni pozzi per attingere l’acqua dalle corrispondenti camere sottostanti. Il fronte verso le terme si presentava con la sequenza di nove nicchioni in mattoni (opus latericium). 
L’alimentazione della cisterna era fornita dalla raccolta di acque piovane, da una vena d’acqua naturale e dal cunicolo della vicina Fonte grande. 


Source:
Mibac

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