6 cose per superstiziosi da fare a Napoli.



Cornetti portafortuna, miracoli e riti contro il malocchio. Napoli è la città da visitare per chi è in cerca della buona sorte. La ricchezza di miti e storie legate alla dea bendata non ha eguali alle pendici del Vesuvio e, se sei superstizioso, fare un giro alla scoperta di pratiche e leggende partenopeeè ciò che ci vuole per scongiurare la jella. A pochi passi da qui, si trovava la Sibilla Cumana, l’oracolo più noto dei tempi antichi, ela nascita stessa della città di Napoli ha radici nel mitodella sirena Parthenopea, poi venerata come dea protettrice. Quando si tratta di scaramanzia a Napoli si fa sul serio. Se il tuo mantra è “Non è vero, ma ci credo”, prendi e parti per questo tour.

1. Corno portafortuna

Amici superstiziosi ti aspettano a casa? Il corno portafortuna è il souvenir perfetto per loro, da tenere sempre in tasca. Secondo la tradizione napoletana, per portare fortuna il corno deve essere rosso (preferibilmente di corallo, una pietra preziosa), fatto a mano e, soprattutto, non va acquistato per sé, ma donato. Per dirla tutta, questo simbolo di prosperità e potenza, che protegge dal male e dalla negatività, deve risultare russo, tuosto, vacante, stuorto e cu' 'a ponta, ossia rosso, rigido, cavo all'interno, a forma sinusoidale e a punta.

È l’amuleto più noto della città e lo vedrai spuntare in ogni angolo di Napoli, talvolta sostituito da cascate di peperoncini rossi, che con i loro semi piccanti hanno la funzione simbolica di allontanare le malelingue. Vale però la pena fare un giro tra le botteghe degli artigiani partenopei, maestri nel lavorare questo talismano, perché è dalle loro mani che passa la buona sorte. Meglio scegliere le più abili, giusto?

 

2. Miracolo di San Gennaro

Tieni a mente queste tre date: la vigilia della prima domenica di maggio, il 19 settembre e il 16 dicembre.

Che tu abbia fede o no, se subisci il fascino del soprannaturale, l’appuntamento con la cerimonia della liquefazione del sangue di San Gennaro, il cosiddetto “miracolo”, è il momento adatto per organizzare la tua visita a Napoli.

Le spoglie del santo patrono della città sono custodite nella Cappella del Tesoro di San Gennaro all’interno del Duomo, insieme a due ampolle che contengono il sangue del santo raccolto da una devota poco dopo il martirio. In occasione delle cerimonia,  i resti vengono portati dalla chiesa cattedrale alla basilica di Santa Chiara in una solenne processione condotta dall’arcivescovo della città. Durante il rito lo scioglimento del liquido nell’ampolla è ritenuto foriero di buoni auspici per la città; al contrario, si ritiene che la mancata liquefazione sia presagio di eventi fortemente negativi e drammatici.

Questo incredibile fenomeno, attestato per la prima volta nel 1389, resta ancora non del tutto spiegato dalla scienza, ma se vuoi toglierti ogni curiosità, pianifica una tappa al Museo del Tesoro di San Gennaro.

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3. Cimitero delle Fontanelle

Cinque eruzioni del Vesuvio, carestie e pestilenze. Il terribile bilancio di alcune delle peggiori calamità che hanno colpito Napoli dalla fine del ‘600 è raccolto qui al Cimitero delle Fontanelle. Questo suggestivo ossario accoglie, infatti, i resti delle vittime che non hanno potuto ricevere migliore sepoltura, diventati col tempo oggetto di venerazione da parte del popolo partenopeo, convinto della loro capacità di operare miracoli. Sarà vero? Nel dubbio, facci un salto. L’ingresso al Cimitero delle Fontanelle è gratuito, ma se vuoi scoprire tutti i segreti di questo luogo, opta per una visita dell’ossario organizzata da Insolita guida , ogni domenica mattina alle 10,30 (prezzo biglietto: 7 €).

4. Smorfia e Lotto per tentare la sorte

Se passi da Napoli, non puoi evitare di giocare al lotto senza ricorrere alla Smorfia. Nelle mani dei napoletani, il gioco del lotto inventato in terra genovese è diventato un culto, o per dirla con Massimo Troisi, che chiamò la sua compagnia teatrale proprio la Smorfia, “un certo modo di risolvere i propri guai”.

Per tentare la fortuna da queste parti, mettiti nell’ottica che fantasia e numeri vanno di pari passo.Per prima cosa, consulta la Smorfia per interpretare sogni o fatti quotidiani che ti sono accaduti e ricavare un numero da giocare al lotto. Ad alcuni personaggi importanti e figure ricorrenti della cultura napoletana sono stati attribuiti poteri magici e simbolici, a cui nella Smorfia sono associati numeri precisi: 8 “A Madonna”, 13 “Sant’Antonio”, 33 “Ll’anne ‘e Cristo”, 37 ” O Munaciello”, 48 “O muorto che parla”. Sì, 48, hai capito bene. Perché il titolo del famoso film di Totò contiene un errore voluto dall’attore napoletano, che conosceva bene la Smorfia, tanto da giocarci con ironia.

Non resta che diventare un maestro della Smorfia anche tu e giocare la terna!

5. Sulle tracce di Munaciello e “o’ scartellat”

Anche una passeggiata nel centro storico può rivelarsi da brivido per i più superstiziosi. Ecco perché l’ABC della Napoli scaramantica prevede la conoscenza di alcuni personaggi tra leggenda e realtà. Pare che nelle zone del centro, in particolare al Decumano Maggiore, si aggiri ancora oggi il Munaciello, un piccolo monaco dai poteri magici, che alterna comportamenti maligni e dispettosi a benevoli lasciti in moneta. Questo spiritello bizzarro è capace di assumere sembianze di bambino nano o vecchio mostruoso; infesta case abbandonate, abbazie e piccoli castelli, ma alcune leggende lo vogliono anche tra i sentieri della Napoli sotterranea. Inoltre, alcune testimonianze lo collocano a Sant'Eframo Vecchio, Secondigliano e Castellamare di Stabia. Meglio stare in guardia se ti trovi da queste parti!

Puoi tirare invece un sospiro di sollievo se per strada incontri o’ scartellat, il gobbo. Nei quartieri più antichi di Napoli si aggira un signore anziano deputato a bruciare l’incenso, che liberando le vie dagli influssi maligni portafortuna e serenità. Un tempo questo compito era affidato a persone che avevano la gobba e a questa circostanza si deve il nome. I più superstiziosi ricordano che solo gli uomini con la gobba, al contrario delle donne, dispensano fortuna. Non dimenticarlo ;)

 

6. Parthenope, l’uovo magico e i rimedi contro il malocchio

Come concludere al meglio questo tour tra i luoghi scaramantici di Napoli? Noi vi proponiamo un tuffo alle origini delle sue superstizioni con una visita a Castel dell’ovo sull’isolotto di Megaride, dove secondo la leggenda approdò la sirena Parthenope, la dea protettrice della città. Nel castello, in epoca medievale si credeva che il poeta Virgilio avesse nascosto un uovo magico in grado di proteggere gli abitanti della città. Chissà che questo giro in omaggio al luogo non sia di buon auspicio anche per i più scettici! Se poi questo non bastasse ad invocare la fortuna, ci sono sempre le antiche formule contro il malocchio: “Uocchio, malocchio,frutticielle all’uocchio, prutusino e fenucchio!”a base di finocchio e prezzemolo, oppure “aglio,fravaglie e fattura canun quaglia cap’ ‘alice e capa d’aglio, cuorno e bicuorno!” a base di frittura di alici e pesce azzurro.

Come ti sembra questo tour di Napoli scaramantica?

Se non vedi l’ora di regalare cornetti portafortuna, organizza il tuo viaggio con Yamgu e prepara subito le valige. La sorte ti attende!

 

 

 

 



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