Tra terra e cielo: Ravenna



Non c'è differenza tra terra cielo: Ravenna può essere raccontata da ogni lato, attraverso ogni punto di vista:

Ravenna


La tomba di Dante - La terra dei Francescani

I resti di Dante sono stati per anni al centro di una disputa tra Ravenna, città che ha dato rifugio al guelfo durante l'esilio, e Firenze, sua città natale. I Francescani ribadirono più volte la volontà di conservare a Ravenna la tomba, mentre Firenze reclamava le spoglie per una sorta di diritto di maternità. La grande caparbietà e l'amore dei Francescani nei confronti di Dante li spinsero sino al trafugarne la tomba, per salvarne i resti dai furiosi bombardamenti dei tedeschi. Oggi il monumento funebre, posto al centro della Zona Dantesca di Ravenna, è un tempio neoclassico che ospita i resti del Sommo Poeta. All'interno del tempio vi è comunque spazio per Firenze: ogni anno infatti la città che gli diede i natali, dona a Dante una lampada votiva, che viene posta sopra la tomba ornata con preziosi marmi.

Mausoleo Teodorico

Mausoleo di Teodorico - Ho paura del temporale

Una croce per far luce sulla grande vasca in porfido rosso, fu questa ad uccidere Teodorico. La leggenda narra che l'imperatore decise, durante un furioso temporale, di nascondersi all'interno del proprio mauseoleo per ristorarsi e concedersi un bagno caldo. Abbandonatosi nella sua vasca in porfido rosso, Teodorico si mise ad osservare il cielo incupirsi dal foro a forma di croce sulla cupola in pietra, quando venne folgorato da un fulmine che ne decretò la morte. Leggenda vuole che giunse al mausoleo un cavallo nero che lo consegnò nelle fauci del vulcano Etna, dove bruciarono i suoi resti. Tralasciando la splendida parte narrativa, il Mausoleo di Teodorico è un edificio estremamente caratteristico. La cupola, che condusse il fulmine sino a Teodorico, è un blocco unico di pietra, che corona una struttura decagonale in pietra d'Istria.   

 

Mausoleo di Galla Placidia - L'amor che move il sole e l'altre stelle

Rapita all'età di 22 anni dai Visigoti e strappata al proprio impero: così Galla Placidia vive e sopravvive per oltre 6 anni. La figlia del re Teodosio vede morire il suo primo figlio e il suo primo marito ancor prima del compimento dei 30 anni. Restituita, naturalmente sulla base di un riscatto, al fratello, imperatore d'Occidente, Galla Placidia vive a Ravenna i primi attimi di pace della propria esistenza. Nonostante la morte del secondo marito e l'esilio forzato in Oriente, la donna non demorde e torna a Ravenna per guidare il proprio figlio, di appena 5 anni, sul trono dell'impero d'Occidente. Galla rimane comunque estasiata dall'arte orientale del mosaico ed è sotto il suo rettorato che Ravenna conoscerà attimi di grande splendore architettonico e artistico. Il Mausoleo di Galla Placidia è uno dei pochi monumenti ancora intatti ed il cielo stellato, disegnato sul suo soffitto, è il simbolo dell'amore per Dio e per Ravenna: le due costanti di una vita da Galla Placidia.  

Basilica Sant'Apollinare Ravenna

La Basilica di Sant'Apollinare in Classe - Una finestra sul cielo

Entrando nella Basilica di Sant'Apollinare in Classe si sente subito il profumo d'oriente, grazie soprattutto agli mosaici che colorano e incoronano il cristo posto al centro del catino absidale. La figura del Cristo è centrale per l'intera composizione, poiché è proprio intorno ad essa che ruotano: le pecorelle, simbolo degli apostoli, una croce latina contornata da 99 stelle che illuminano i 4 evangelisti che le circondano. Il paesaggio naturale, quasi bucolico, che fa da sfondo a questa scena, sembra essere un richiamo alla natura e all'universo in cui viviamo, sempre guidati da Dio.

 

Eurowheel - Ad un dito dal cielo

L'aspirazione dell'uomo l'ha sempre proiettato verso l'alto, perché dall'alto si vede tutto meglio, ma a Ravenna ancor di più. Non solo il London Eye, anche l'Italia ha la sua vista panormica: l'Eurowheel, all'interno del parco divertimenti di Mirabilandia, è stata fino agli anni Duemila la ruota panoramica più alta d'Europa. La sua incredibile altezza di 92 m regala ancor oggi una vista mozzafiato sulla città di Ravenna, regalando l'impressione di rimanere sospesi per un qualche minuto nel cielo romagnolo.  

 



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