Saluzzo
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Dell'epoca romana, risale il culto di san Chiaffredo, un soldato tebeo martirizzato in Piemonte nel III secolo, e le cui le reliquie furono traslate a Saluzzo soltanto nel XVII secolo. È poi certo che i romani vi costruirono un castrum. Durante il Medioevo, si unirono al questo anche le comunità agricole sparse, quali le Pieve di Santa Maria, San Dalmazzo di Cardè, San Lorenzo, San Martino, etc.[4]. Nel 1028, si attestò il territorio come parte della Marca di Torino, in proprietà al marchese Olderico Manfredi, della famiglia degli Arduinici.

Dal 1142, con Manfredo, figlio del marchese Bonifacio di Savona, diede inizio ad una dinastia marchionale che portò la piccola curtis a diventare fiorente capitale. Il Marchesato raggiunse l'apice della propria fortuna nel XV secolo, sotto i successivi governi di Ludovico I e Ludovico II quando, insieme alla prosperità economica garantita da un lungo periodo di pace, corrisponde il crescente splendore di arti e lettere. Nel 1511 ottiene da Papa Giulio II l'istituzione della Diocesi. In questi anni, Saluzzo assunse le sembianze tipicamente rinascimentali, con un borgo distribuito a ventaglio sulla collina, racchiuso da una cerchia di mura, conservate in parte fino ai giorni nostri. Al massimo della sua espansione, il controllo si estendeva su una vasta sezione dell'arco alpino occidentale, con le valli Po, Varaita, Maira, Grana e Stura, alle quali concesse ampie autonomie, come nel caso dell'Alta Val Mayra a monte di San Damiano Macra. Tra i suoi domini in pianura invece, figuravano Carmagnola, Isolabella e Valfenera, mentre sulle Langhe facevano parte del nobile marchesato i castelli e borghi di Castiglione Falletto, Lequio Berria, Dogliani con Belvedere, Roddino, Cissone e Bonvicino, quindi Marsaglia, Mombarcaro e Camerana.Da quel momento, Saluzzo acquistò potere in quel che sarebbe diventato, alla fine dell'XI secolo, il prestigioso marchesato omonimo. Da allora, una dinastia di quattordici marchesi si succederà alla guida del piccolo Stato di confine mantenendo, anche grazie ai legami politici con la vicina Francia e con il Marchesato di Mantova, la propria autonomia politica e giungendo perfino a contendere con i Savoia il predominio dello stesso Piemonte.

Fatale fu la mancata conquista del vicino libero comune di Savigliano, alleato dei Savoia e del Marchesato del Monferrato, altrettanto importante, e che venne invece annesso al Ducato di Mantova. La sua acquisizione avrebbe potuto contenere l'espansionismo sabaudo nel Basso Piemonte. Dunque, la figura politica dei suddetti marchesi perse d'importanza, fin ad assoggettarsi a Francesco III Gonzaga. La progressiva perdita d'indipendenza, ridusse Saluzzo a periferico borgo a partire dalla seconda metà del XVI secolo. Indebolito da lotte intestine tra i discendenti di Ludovico II, nel 1548 Saluzzo fu annesso alla Francia di Enrico II di Valois, con la deposizione dell'ultimo marchese Gabriele Ludovico. Approfittando delle guerre intestine che imperversavano nella Francia del cugino Enrico III, al finire del 1588 il Duca Carlo Emanuele I di Savoia occupò militarmente il marchesato, ancora soggetto alla protezione francese. L'anno successivo, il nuovo Re di Francia (già Re di Navarra fino al 1589), Enrico IV, gli intimò la restituzione del territorio, ma Carlo Emanuele I si oppose, iniziando una guerra contro i francesi. La maggior parte delle battaglie si svolsero in Alta Val Susa e in Val Chisone, ma non durarono molto e si conclusero il 2 maggio 1598 con la cosiddetta Pace di Vervins. A mitigare le successive dispute interverrà anche Papa Clemente VIII ma, col Trattato di Lione del 1601, Carlo Emanuele I ottenne il dominio del marchesato, annettendolo ai domini di casa Savoia.

Nel 1690, dopo aver sconfitto Vittorio Amedeo II a Staffarda, Nicolas de Catinat de la Fauconnerie occupò nuovamente Saluzzo, ma fu soltanto una breve parentesi; ben presto la città e il suo territorio rientrarono nell'ambito dei domini sabaudi. Con una nuova occupazione francese nel 1798, Saluzzo divenne la sede della Sottoprefettura del Dipartimento della Stura. Poi, a seguito della caduta dell'Impero francese con la restaurazione da parte dei Savoia nel 1814, Saluzzo divenne capoluogo di provincia fino al 1859, anno in cui il titolo passò a Cuneo.

Photo By Geobia (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

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