Alba
N 17 °

La città possiede salde radici storiche, grazie soprattutto alla sua storia gastronomica: i tartufi con le sue botteghe, la pasticceria, il vino con le sue enoteche fanno da corollario a un centro storico ancora intimamente in stile medioevale. Un vero centro del turismo enogastronomico nel cuore delle Langhe.

Le mura medioevali della città rappresentavano un notevole sistema di difesa: costruite su di un basamento alto oltre due metri, avevano mezzo metro di spessore, erano munite di contrafforti e torrioni e per tutto il loro perimetro erano circondate da un fossato. Le porte della città rispecchiavano le vie di accesso: a nord Porta Tanaro, a sud Porta San Martino, ad est Porta del Soccorso o Porta Cherasca, a sud-est Porta San Biagio ad ovest porta Castello. Ogni porta disponeva di una o due torri per il corpo di guardia e per i funzionari addetti alla riscossione dei pedaggi.

Grazie all'espansione territoriale del comune, Alba vide il formarsi di sette "Camparie" e sei castelli, costruiti a formare una corona sulle colline adiacenti con funzioni prettamente di difesa. Nello stesso periodo in città vennero edificati monasteri, chiese e persino sei ospedali. L'ospedale di San Lazzaro era stato costruito per la cura dei lebbrosi e delle malattie infettive. Un'antica donazione obbligava a lasciare ogni anno due soldi astesi, oppure uno staio di vino, ai poveri infermi. L'ospedale del Santo Spirito del Ponte si trovava vicino alla Porta Tanaro e apparteneva ai canonici agostiniani dell'abbazia di Ferrania. L'ospedale di Sant'Antonio curava le malattie del fuoco sacro, una malattia epidemica all'epoca molto diffusa. Un quarto ospedale dedicato a San Marco, si trovava nel luogo dov'è edificato il Cottolengo. Proprietari erano i frati gerosolimitani o cavalieri dell'ordine di San Giovanni di Gerusalemme. A questo periodo risale lo stemma di Alba in cui appare una croce rossa in campo argento.

Per comprendere tale realtà bisogna percorrere al sabato via Maestra fino alla piazza del Duomo per godere delle grandi varietà offerte dal mercato settimanale, oppure nell'antica piazza delle Erbe. La grande fortuna di Alba è il commercio del tartufo, il suo profumo caratteristico pervade tutta la città, ma in modo particolare nella Galleria della Maddalena dove gli acquirenti provenienti da tutta Italia e non solo si lanciano in un gioco di scambi gratificanti. Il rito di contrattazione delle trifole tutto giocato sull'olfatto, sul palpeggiamento, sapendo che ogni cercatore ha battuto con pazienza numerosi sentieri sotto il chiaro di luna con la collaborazione di un cane addestratissimo.

LIVE SUI SOCIAL


TOP DA VEDERE