Lotto Artemisia Guercino. Le stanze segrete di Vittorio Sgarbi

Piazza Dante,1 - Osimo (Ancona)


28/09/2016


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Una collezione d’arte privata è la fondazione di un sistema simbolico, la creazione di una palestra per l’anima, un luogo dove si materializzano scelte intime, meditate e, talvolta, sofferte. Il disegno costante che ha ispirato il creatore della raccolta, lo storico dell’arte e il critico di fama internazionale Vittorio Sgarbi, è stato la ricerca della bellezza. Muovendosi tra le centinaia di opere riunite in trent’anni di intensa attività si rimane sorpresi dall’eterogeneità dell’insieme, una vera e propria summa dell’arte italiana, tra pittura e scultura, dal XIII secolo ai giorni nostri. Questa attenta ricerca, frutto anche della collaborazione intensa e illuminante della madre di Vittorio Sgarbi, Rina Cavallini, è espressione del profondo amore del collezionista per la bellezza dell’Italia e della sua arte e si manifesta in maniera esemplare attraverso le opere esposte. La selezione di dipinti, disegni e sculture dal Cinquecento all’Ottocento vuole dar conto in primis della peculiare e complessa “geografia artistica” della nostra nazione. Rappresentati in maniera significativa i pittori marchigiani o attivi nelle Marche, come Johannes Hispanus, Cola dell’Amatrice, Lorenzo Lotto, Battista Franco, Giovanni Francesco Guerrieri da Fossombrone, Simone Cantarini, Andrea Lilio, Sassoferrato, Pier Leone Ghezzi, Sebastiano Ceccarini, Giovan Battista Nini e Francesco Podesti. Ampiamente documentate sono le principali scuole italiane: da quella veneta (Pietro Liberi, Simone Brentana, Bernardo Falconi, Rosalba Carriera) a quella emiliana e romagnola (Nicola Pisano, Bastianino, Ferraù Fenzoni, Guercino, Matteo Loves, Guido Cagnacci, Giacomo Zampa, Mauro Gandolfi, Filippo Comerio), da quella toscana (Giovanni Martinelli, Onorio Marinari, Giuseppe Moriani, Pietro Balestra, Giovanni Duprè), a quella romana (Baciccio, Cavalier d’Arpino, Artemisia Gentileschi, Pseudo Caroselli, Bernardino Nocchi, Giuseppe Cades, Antonio Cavallucci, Agostino Masucci) e napoletana (Jusepe de Ribera, Andrea De Leone, Filippo Falciatore, Gaetano de Simone). La mostra offre un’ampia panoramica sui temi affrontati dagli artisti in un arco di tempo di oltre tre secoli.Vittorio Sgarbi afferma che il divertimento e il mistero del collezionismo è “l’interesse per ciò che non c’è” e che una collezione è “storia di occasioni, d’incontri, di scoperte”, un’avventura che “s’incrocia con curiosità, ricerche, studi” e si manifesta come “una battuta di caccia, una forma di gioco, anche d’azzardo… una sfida, un corteggiamento, una conquista”. Essa “non ha regole, non ha obiettivi, non ha approdi, è imprevedibile”: per questo “non si trova quello che si cerca, si cerca quello che si trova”.Le dateDal 18 marzo al 30 ottobre Osimo (An), Palazzo CampanaOrariDal lunedì al venerdì 10.00-13.00 16.00-20.00; prefestivi e festivi 10.00-22.00; Agosto: tutti i giorni dalle 10.00 alle 22.00Info gruppiPer la richiesta di informazioni o la prenotazione di gruppi organizzati e scuole è possibile contattare il Call Center TOSC al numero 199-757517 o inviare una mail all'indirizzo info@tosc.it. Link EsterniSito Ufficiale Mostra
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