Bardonecchia storica: i luoghi da non perdere (Bardonecchia)

Forti, cappelle, passeggiate: cosa c’è da scoprire per Bardonecchia? Una lista di luoghi da visitare per non perdere gli angoli più suggestivi della città! Il percorso è percorribile a piedi ed ha una durata di circa due ore, attraversando il paese. Che ci sia un bel sole o una coltre di neve, l’itinerario è percorribile in tutte le stagioni e regala sempre immagini e panorami di suggestiva bellezza. Pronti a scoprirli tutti?

VIA!

Cappella Madonna delle Grazie

Il percorso comincia dalla Cappella delle Grazie, inserito in un contesto verdeggiante molto bello, apprezzabile sia con la bella stagione, con i prati e gli alberi in fiore, sia durante l’inverno, con la neve che copre le armoniose forme naturalistiche e architettoniche. La Cappella della Madonna delle grazie reca sulla facciata la data 1712 (il campanile fu rinnovato nel 1985): si tratta di una delle tante costruzioni religiose nate con la diffusione del culto mariano, che fu promosso dalla Chiesa per rilanciare il Cattolicesimo in seguito agli anni delle guerre di religione fra Protestanti e Cattolici.

 

Tur d’Amun

Siete alla ricerca di un posto panoramico da cui ammirare il profilo delle vette all’orizzonte? Questo è il posto che fa per voi.
Il parco archeologico della Tur d’Amun custodisce i resti del castello signorile dei De Bardonnèche, situato a monte del nucleo antico di Bardonecchia, sulle pendici della dorsale di congiunzione tra i valloni del Frejus e della Rho, in posizione dominante su tutta la conca. Esso controllava l’accesso ai valichi locali che portano all’alta Valle della Maurienne ed era visivamente in collegamento con il castello di Bramafam, che sorgeva sul lato opposto, nel sito ora occupato dal forte ottocentesco. Il complesso, acquistato dal Comune nel 1998, è stato riportato alla luce nel corso di più campagne di scavo e restauro condotte tra il 1999 e il 2006, e allestito con un percorso di visita che consente di leggere le trasformazioni dell’edificio fino alla sua fase matura. Tutta l’area è stata attrezzata con un percorso guidato che consente di leggerne l’archeologia, la storia e i restauri.

 

Parrocchia di Sant’Ippolito

Situato nel cuore di Bardonecchia, più precisamente nel quartiere che viene chiamato Borgovecchio, è una delle chiese più importanti del borgo, dedicata a Sant’Ippolito, patrono della città. La chiesa è stata ricostruita tra il 1826 e il 1829 nella medesima area su cui sorgeva la primitiva chiesa romanica crollata nel 1806, difatti è ancora visibile ai visitatori il campanile romanico sul lato destro della Chiesa. All’interno dell’edificio si possono ammirare importanti testimonianze di scultura e intaglio, tra cui la Fonte battesimale in marmo grigio-rosa del Melezet, decorato con gli stemmi di Francia, del Delfinato e dei De Bardonnéche (risalente al 1573), il Retable dell’Altare Maggiore (fine XVII secolo): la  cui struttura presenta quattro colonne tortili con tralcio di vite a rilievo e due nicchie laterali contenenti le statue di Sant’Ippolito e San Giorgio; il Coro ligneo acquistato da don Vachet nel 1829 dall’Abbazia della Novalesa (1435 – 1440) ed infine la Predella lignea (bassorilievo policromo).

 

Piazza Suspize

La piazza dedicata a Carlo Suspize, notaio e segretario comunale a Bardonecchia, personaggio legato da profonda amicizia con Giovanni Giolitti, assiduo frequentatore della cittadina nei primi decenni del Novecento, è nota soprattutto per l’albero monumentale che vi sorge al centro: un pero vecchio di circa 300 anni, ora segnalato alla Regione Piemonte per il censimento e la tutela degli “Alberi monumentali”. Lasciandosi alle spalle piazza Suspize, si sale verso il Borgovecchio, nella via dedicata a Giolitti. Il primo edificio a destra è casa Allemand: sono da osservare la sua antica meridiana, con il motto “coelum regula mea” (il Cielo è la mia regola”) e la bifora con la colonnina centrale in marmo.

 

Forte di Bramafam

A questo punto, preparatevi per una lunga passeggiata! Direzione? Forte di Bramafam, la più importante fortificazione delle Alpi Cozie di fine Ottocento. Se volete fare un salto nel passato, questo è il posto giusto. Un itinerario di visita che vi guiderà all’interno della struttura con un’area museale di oltre 4000 metri quadri, una serie di attente ricostruzioni ambientali fatte rivivere da 160 manichini che indossano le uniformi del Regio Esercito, plastici di fortificazioni, artiglierie e materiale storico, hanno fatto diventare il Bramafam un museo unico nel suo genere.