Villa Lysis

Via Lo Capo 43 (Capri)


Villa Lysis (chiamata inizialmente La Gloriette ed infine semplicemente Villa Fersen) è un'abitazione sita nella parte settentrionale dell'isola di Capri, in via Lo Capo.

Storia


Fu progettata nel 1905 da Edouard Chimot in stile liberty, su incarico del poeta francese, il conte Jacques d'Adelsward-Fersen che ne fece la sua dimora. Egli la realizzò su di un terreno in cima ad una collina all'estremità nord-est dell'isola, vicino al luogo in cui, due millenni prima, l'imperatore romano Tiberio aveva costruito la sua Villa Jovis, e la chiamò Villa Lysis con riferimento al dialogo di Platone Liside sul tema dell'amicizia e - secondo i critici moderni - dell'amore omosessuale.
Roger Peyrefitte la descrisse come il simbolo vivente dell'alta Capri, raffinata e sottilmente negativa, eversiva e pagana. La dimora con biblioteca, fumeria di oppio, altari, costituita da richiami confusi al gusto neogotico e neoclassico, è inserita comunque nella tradizione edilizia isolana.
Anche Ada Negri in un suo articolo pubblicato nel 1923 sull'Ambrosiano, ha descritto la villa dove:
Alla morte di Fersen nel 1923 (forse suicidatosi con un'overdose) pare che la villa sia passata per testamento al suo amato Nino Cesarini, che dopo una disputa testamentaria, l'avrebbe poi venduta. Più verosimilmente la villa fu lasciata in usufrutto a Nino che dapprima la affittò, e poi la cedette alla sorella di Fersen, Germaine, che a sua volta la donò alla figlia, la contessa di Castelbianco.
Già mal ridotta nel 1923, la villa mostrando evidenti segni di cedimenti e crolli, vide gli ultimi lavori di manutenzione nel 1934. Nel 1985 il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali emise un decreto che poneva un vincolo sulla proprietà, e nel contempo stabiliva il suo diritto alla prelazione. Rimasta per decenni in pessime condizioni, la villa è stata restaurata solo negli anni novanta con i fondi dell'Associazione Lysis (fondata nel 1986) e del Comune di Capri, a cura dell'architetto toscano Marcello Quiriconi, grazie ai quali dall'inizio degli anni duemila essa è di nuovo aperta ai turisti.

La villa

Una larga gradinata collega il giardino all'ingresso porticato della villa, sostenuto da quattro colonne ioniche istoriate con tessere musive dorate, la cui trabeazione reca un'iscrizione latina in caratteri tratta da un'opera di Maurice Barrès:
Roger Peyrefitte nella sua opera L'esule di Capri ci dà una descrizione molto precisa del suo interno.

Nel giardino della villa vi è ancora un tempietto neoclassico circolare (monoptero) caratterizzato da colonne ioniche, mentre un sentierino sterrato scende direttamente al mare.


Source:

Wikipedia



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