GROTTA DI SAN MICHELE

ALDO MORO, 12 (Ozieri)


La grotta di S. Michele di Ozieri, nei pressi dell'abitato, sprofonda nel calcare per un'ottantina di metri ed è articolata in sale e cunicoli tappezzati di stalattiti, alimentate da piccole gocce d'acqua. In parte distrutta, fu riutilizzata sia come abitazione, sia come luogo di culto e necropoli, a sepoltura ipogea, scavata nella roccia e destinata a tomba collettiva, detta "domus de janas" (casa di fate). Da questa grotta prende il nome la cosiddetta cultura di "Ozieri" o di "San Michele", inquadrata nel Neolitico finale in Sardegna, tra il 3.200 e il 2.800 a.C. I materiali ceramici rinvenuti nella grotta sono tecnicamente perfetti, nettamente superiori alle ceramiche di tutte le culture successive, con particolare produzione e decorazione di vasi di pietra a prevalente disegno di semicerchi concentrici. Gli scavi, realizzati nel 1914 e nel 1949, portarono alla luce una notevole quantità di reperti oggi  conservati nel Museo Nazionale "G.A. Sanna" di Sassari.



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