Chiesa della Santissima Annunziata

Via Po 45 (Torino)


La chiesa, oggi frutto di una ricostruzione novecentesca, nasce tra 1648 e il 1656 su progetto di Carlo Morello per conto della Confraternita della Santissima Annunziata lungo via Po, l'asse del nuovo ampliamento della città.

Inizialmente l'edificio si presentava con una pianta a navata unica e priva di portici in facciata in continuità con la via. Il fabbricato verrà ampliato poco dopo (1693) con l'ingrandimento del coro e l'aggiunta di due cappelle laterali. Nel settecento la chiesa si arricchisce di importanti opere d'arte come l'altare maggiore di Bernardo Vittone e la macchina processionale in legno realizzata su disegno del Beaumont da Giuseppe e Stefano Maria Clemente e l'altare e relativa balaustra della cappella dell'Addolorata, opera di Francesco Martinez, nipote di Simone Martinez. La costruzione vedrà la sua facciata completata solo nel 1776 dallo stesso Francesco Martinez, a cui nell'Ottocentoverranno aggiunti i portici per adeguarsi alla conformazione della via.

Alla fine del XIX secolo l'edificio non versa in buone condizioni e risulta insufficiente alle necessità della comunità servita dalla confraternita, pertanto nel 1913 ne viene deciso l'abbattimento e la ricostruzione. Il progetto, affidato all'ing. Giuseppe Gallo, comincerà nel 1919 per concludersi definitivamente nel 1934. Il fabbricato attuale risulta spostato sul lato ovest rispetto alla posizione originaria per permettere l'apertura della via S.Ottavio e viene realizzato secondo i canoni del barocco romano, le principali opere originarie vengono ricollocate all'interno.

a chiesa, oggi frutto di una ricostruzione novecentesca, nasce tra 1648 e il 1656 su progetto di Carlo Morello per conto della Confraternita della Santissima Annunziata lungo via Po, l'asse del nuovo ampliamento della città.

Inizialmente l'edificio si presentava con una pianta a navata unica e priva di portici in facciata in continuità con la via. Il fabbricato verrà ampliato poco dopo (1693) con l'ingrandimento del coro e l'aggiunta di due cappelle laterali. Nel settecento la chiesa si arricchisce di importanti opere d'arte come l'altare maggiore di Bernardo Vittone e la macchina processionale in legno realizzata su disegno del Beaumont da Giuseppe e Stefano Maria Clemente e l'altare e relativa balaustra della cappella dell'Addolorata, opera di Francesco Martinez, nipote di Simone Martinez. La costruzione vedrà la sua facciata completata solo nel 1776 dallo stesso Francesco Martinez, a cui nell'Ottocentoverranno aggiunti i portici per adeguarsi alla conformazione della via.

Alla fine del XIX secolo l'edificio non versa in buone condizioni e risulta insufficiente alle necessità della comunità servita dalla confraternita, pertanto nel 1913 ne viene deciso l'abbattimento e la ricostruzione. Il progetto, affidato all'ing. Giuseppe Gallo, comincerà nel 1919 per concludersi definitivamente nel 1934. Il fabbricato attuale risulta spostato sul lato ovest rispetto alla posizione originaria per permettere l'apertura della via S.Ottavio e viene realizzato secondo i canoni del barocco romano, le principali opere originarie vengono ricollocate all'interno.


Source:

Wikipedia



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