Pozzuoli
B 11 °

Scopri i 11 luoghi da visitare a Pozzuoli

Ammira i luoghi più belli di Pozzuoli e aggiungili al tuo itinerario. YAMGU creerà il tuo viaggio ideale considerando distanze, orari di apertura e meteo.


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Anfiteatro Flavio

Costruito nel I secolo d.C., l’Anfiteatro Flavio, sorge là dove confluivano le principali vie della regione, la Via Domitiana e la via per Napoli, in sostituzione dell’antico edificio per spettacoli di età romana repubblicana divenuto insufficiente a causa dell’enorme crescita demografica di Puteoli. L’anfiteatro, in quanto a capienza, era inferiore in Italia solo al Colosseo ed a quello di Capua. Dal punto di vista costruttivo, esso si articola su tre ordini, corrispondenti alla ima, media e summa cavea (spalti di gradinate), coronati in alto da un attico, secondo i tradizionali canoni archit


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Anfiteatro Flavio e Tempio di Serapide

Costruito nel I secolo d.C., l’Anfiteatro Flavio, sorge là dove confluivano le principali vie della regione, la Via Domitiana e la via per Napoli, in sostituzione dell’antico edificio per spettacoli di età romana repubblicana divenuto insufficiente a causa dell’enorme crescita demografica di Puteoli. L’anfiteatro, in quanto a capienza, era inferiore in Italia solo al Colosseo ed a quello di Capua. Dal punto di vista costruttivo, esso si articola su tre ordini, corrispondenti alla ima, media e summa cavea (spalti di gradinate), coronati in alto da un attico, secondo i tradizionali canon


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Foro Transitorio

L’area del Foro dell’antica Puteoli, costruito su una grande terrazza panoramica di fronte alla rocca del Rione Terra, venne individuata nell’Ottocento grazie al rinvenimento di alcune iscrizioni, una delle quali faceva appunto riferimento al Forum Transitorium. Nel sito sono stati poi identificate una serie di botteghe ed un ninfeo monumentale in opus latericium, davanti al quale si apriva una piazza basolata, delimitata da un portico con colonne e pavimento in marmo. Alla fine del Novecento sono venute alla luce anche botteghe tardo-antiche, obliterate da una massicciata costruita con elemen


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Ipogei del Fondo Caiazzo

Nel Fondo Caiazzo sono situati una serie di ipogei funerari di età romana, dotati lungo le pareti di diversi ordini di nicchie. Nell’arcosolio del terzo ambiente di uno di essi è visibile, ancora in sito, parte del consueto sedile per il pasto in onore del defunto. Nei primi due vani, la presenza di muretti a secco che delimitano cassoni per inumazione, testimonia di un riutilizzo in età tardo antica. Del gruppo di ipogei soltanto i due più grandi presentano una ricca decorazione in stucco bianco che interessa le pareti e la volta, nonostante i tagli operati nel corso del tempo per asportarvi


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Macellum

L’edificio, noto per i fenomeni di bradisismo dell’area flegrea, fu messo in luce alla metà del XVIII secolo, durante una fase di bradisismo positivo, sotto il regno di Carlo III di Borbone. Il monumento, denominato Tempio di Serapide per il ritrovamento della statua del dio, in realtà è un macellum, cioè un mercato pubblico che sorgeva nei pressi della ripa orientale, non lontano dall’emporium della città romana. L’accesso monumentale è posto sul lato sud-occidentale dell’edificio, in direzione dell’antica zona portuale, mentre il lato opposto è articolato da un’ampia esedra, sottolineata dal


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Necropoli c.d. di San Vito

Lungo la Via Puteolis - Capuam si sviluppa la necropoli monumentale c.d. di San Vito, della quale, grazie ai finanziamenti europei, è stato possibile recentemente scavare alcune delle strutture più meridionali della quinta Est. L’indagine ha portato alla luce gli ultimi sei edifici, di cui erano in vista le sole facciate, ovvero che erano del tutto occultati dal materiale colluviale disceso dalla collina del cratere di Cigliano. Tutti comprendono una camera ipogea, sulle cui pareti si dispongono più file di nicchie destinate ad accogliere le olle per contenere le ceneri dei defunti, con bancon


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Necropoli di Via Celle

La necropoli romana, databile tra il I ed il II secolo d.C., sorge lungo il tratto della via Consularis Puteolis-Capuam, nel punto in cui si innesta la via Puteolis-Neapolim. Dell’area sepolcrale è stato individuato un gruppo di quattordici mausolei funerari, cosiddetti colombari, già indagati nel ’700, mentre i primi scavi regolari risalgono agli anni Trenta del secolo scorso; ma solo negli anni Sessanta si procedette a liberare l’intero gruppo di edifici lungo il lato orientale della strada. A questi monumenti si aggiunge un edificio interpretato come collegium funeraticium, (associazione i


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